Definire rivoluzionari i cambiamenti tecnologici occorsi in quest’ultimo ventennio può risultare oggi piuttosto banale. Ogni pudore in realtà svanisce di fronte alla continua testimonianza del potere di relazione, di organizzazione, di disseminazione e promozione offerto da internet in ogni campo di attività. Su Internet si sono ormai scritti tanti libri. Molti di essi intenzionati ad indagare la natura ontologica della rete, sia come metafora della società interconnessa (Castells, 2008; Mattelart 2002), sia come nuovo modello di organizzazione, produzione e scambio di servizi e beni nella cosiddetta era dell’accesso (Rifkin, 2000). Alcuni studi ne hanno considerato il potere dirompente per le vecchie logiche e forme del pensare tradizionale con ovvie implicazioni sulle tecnologie della scrittura (Landow, 1993) e sull’agire politicamente orientato, sui repertoire in uso a movimenti e gruppi come strumenti di partecipazione (Della Porta, 2003). Gli studi sull’ipertesto e sulle sue applicazioni – molto spesso confinati alla sola letteratura di settore – hanno avuto quanto meno il merito di avviare una nuova stagione di riflessione sul destino del principale oggetto di culto del sapere illuministico – il libro (Eisenstein, 1997). Si comprende così perché la rimediazione della stampa ad opera dei multimedia (Bolter, 2002), la riorganizzazione telematica della conoscenza e la ricerca continua di codici espressivi sincretici ed alternativi, fortemente identitari, linguisticamente connotati, eppure fluidi, aperti, trasgressivi vengano ormai percepiti come i principali processi intorno ai quali si sta giocando la ridefinizione dei confini della comunicazione nel mondo digitale e, con essa, il destino della politica.
La convergenza di tecnologie e formati, forme del pensare e dello scrivere, risorse informative e scientifiche realizzano un ambiente fruttuoso anche per la letteratura di settore e per la ricerca, facendo finalmente del web una fonte documentale senza precedenti (Ridi, 2007). Il dibattito intorno al web è, in ultima analisi, un discorso intorno a ciò che rappresenta il libro, intorno alla leggibilità del mondo concepito come testo.
L’ultima emancipazione determinata dalla scrittura elettronica è, in ordine di tempo, quella che ha liberato il contenuto dal suo formato, rendendo le informazioni fruibili in modalità multipiattaforma e multicanale. L’uso di tecnologie di Really Simple Syndication ha attribuito una versatilità al web ed alle informazioni senza precedenti, consentendo loro di vivere molte vite attraverso la moltiplicazione delle possibilità di packaging. Servizi di aggregazione di contenuti e di mash-up sono oggi diffusi in ambiti diversi: dall’informazione giornalistica (news reader) alle quotazioni di borsa, dai siti istituzionali di governi e parlamenti alle iniziative di single issues movements. Il web esprime così, e con una varietà di modi, un bisogno di sintesi originale consentendo attività di data mining solo parzialmente ascritte nel codice informatico delle nuove tecnologie dell’informazione. Il resto è intelligenza connettiva (De Kechkove, 1993).
Con questa rubrica si cercherà di dare merito a quanto di meglio la rete può offrire. Con un occhio alla ricerca – ed alle sue esigenze di affidabilità e congruità – ed un occhio alle dinamiche politiche, che qui più interessano. Il nuovo ecosistema informativo è diventato un tale caleidoscopio di materiali di ricerca che dotarsi di uno strumento di orentamento non sembra più un’idea tanto peregrina. Su modello di Ipsaportal.net, The online publication of the International Political Science Association , di cui la scrivente è assistant editor, cercheremo di descrivere le fonti più interessanti per lo studio e la ricerca.
Nella certezza di fare cosa gradita a quanti intendono studiare le presidenziali americane del 2008, si segnalano di seguito alcune delle analisi già disponibili in rete, all’indomani della storica vittoria di Barak Hussein Obama.

