Indice del numero 1, Aprile 2010

Media, partiti e second order elections. Materiali per un bilancio e prospettive di ricerca

Franca Roncarolo pp. pp. 5-14

Saggi

Campagna elettorale e popolarità dei governi nelle elezioni europee

English

Che le elezioni europee siano percepite dai cittadini come elezioni di secondo ordine è tuttora materia di dibattito. Questo studio, partendo dai risultati delle elezioni europee del  2009, presenta una  valutazione comparativa dei vari modelli interpretativi del voto europeo: i modelli che insistono sul ruolo predominante delle ragioni domestiche (Second Order) e del ciclo elettorale nazionale (Mid-Term); e le interpretazioni che tendono invece ad enfatizzare la funzione svolta dalla campagna elettorale, dalle tematiche più strettamente europee e dagli atteggiamenti dei cittadini nei confronti dell’Unione (Europe Matters). Discute quindi un modello multivariato composito, che integra i fattori più importanti dei modelli precedenti. I risultati mostrano che le variabili Europe-related hanno giocato nelle
elezioni del 2009 un ruolo maggiormente signifi cativo rispetto a quanto ipotizzabile sulla base dalla letteratura esistente.

Political campaign, government approval and European Parliament elections

Italiano

Whether European Parliament (EP) elections are seen by citizens as second order elections or truly European ones is a matter of scholarly debate. Taking the results of the 2009 EP elections as a starting point, this article conducts a comparative analysis of the various interpretative models which have been applied to voting behavior at EP elections.
We focus, firstly, on those models which stress the centrality of domestic political concerns («Second Order» model) and the national electoral cycle («Midterm» model). Secondly, we consider those interpretations which highlight the roles played by the electoral campaign, specifically European issues and the attitudes of voters towards the European
Union (the «Europe Matters» model). Finally, we discuss a multivariate composite model which comprises the most salient factors of the previous models, in order to provide a more comprehensive account of individual voting behavior in EP elections. The results from this suggest that Europe-related factors play a more significant role than might be assumed from the scholarly literature on the topic.

Paolo Bellucci, Diego Garzia e Martiño Rubal pp. 15-32

Gli spot televisivi nelle elezioni europee del 2009. Strategie
 di campaigning a confronto

English

La pubblicità politica dei partiti gioca un ruolo importante nelle campagne elettorali. Le elezioni europee offrono tuttavia un esempio singolare: il loro carattere di elezioni di second’ordine, sul piano dell’interesse e della partecipazione dei cittadini, insieme alla ridotta copertura informativa creano un ambiente elettorale a scarsa informazione che potrebbe incrementare l’impatto della pubblicità elettorale. Le elezioni europee sono elezioni di second’ordine anche in relazione al numero di ricerche comparative sulla campagna elettorale e i suoi effetti. Gli studi sin qui disponibili indicano che l’esposizione agli spot televisivi ha effetti misurabili sugli elettori. L’articolo analizza i contenuti della pubblicità elettorale televisiva in 8 paesi europei durante la campagna elettorale del 2009.

Televised Advertising in the 2009 European parliamentary elections: campaign strategies in and across Europe

Italiano

Party political advertising is an important element in election campaigns in
general. However, European Parliament (EP) elections are a special case: Their second-order nature as regards public interest and participation, coupled with limited news coverage creates a low-information electoral environment which may, however, enhance the potential impact of advertisements. EP elections also have a second-order status in terms of the number of comparative studies on elections campaigns and their effects. The small number of analyses available have shown that exposure to television advertisements in
EP elections does exert measurable effects on voters. This study analyzes the content of TV advertising used in a sample of six EU member states during the 2009 EP election campaigns.

Lynda Lee Kaid, Silke Adam e Michaela Maier pp. 33-48

La campagna elettorale europea sui manifesti dei partiti politici

English

L’articolo presenta i risultati di un’analisi condotta su 315 manifesti elettorali (poster), realizzati in occasione delle elezioni europee 2009 nei 27 paesi membri dell’Unione da 110 partiti che hanno ottenuto almeno 2 seggi. Questi materiali fanno parte di un più ampio database di 414 manifesti di 144 partiti consultabile online (http://www.compol.it/europa-manifesti). Il principale scopo della ricerca – focalizzata sulle dimensioni testuale ed iconografi ca – consisteva nell’individuare somiglianze e differenze nei registri linguistici e nei repertori iconografico-simbolici dei manifesti europei. Nonostante il ruolo crescente di nuove forme di comunicazione politica e dei nuovi media, la ricerca conferma una signifi cativa diffusione di forme tradizionali di propaganda, come il manifesto politico. Venendo ai risultati sostantivi della ricerca, l’analisi ha messo in luce tendenze simili sia sul piano visivo che contenutistico quali: marcata personalizzazione, minor salienza di richiami ideologici e diffusione di stili e modelli retorici di chiara derivazione pubblicitaria. Inoltre, l’analisi cross-nazionale ha evidenziato un differente utilizzo dei poster fra nuovi e vecchi stati membri nel richiamare l’Europa e la nazione; mentre l’analisi cross-partitica ha mostrato come i partiti «marginali» (e, in particolare, quelli antieuropeisti e appartenenti alla destra populista) si distinguano per una
comunicazione aggressiva e non convenzionale, basata su una simbologia politica peculiare.

The European election campaign on political parties posters

Italiano

This article presents the results of an analysis of 315 election posters produced in the 27 member states by 110 parties which gained at least two seats in the 2009 European Parliament (EP) elections. These materials are part of a larger archive comprising 414 posters by 144 political parties (accessible online at http://www.compol.it/europa-manifesti).
The main aim of the study which focused on both visual and textual aspects was to assess the similarities/differences in linguistic codes and iconographicsymbolical repertoires across European posters. Notwithstanding the growing role of new forms of political communication and new media the study highlights a widespread and significant use of traditional political propaganda, such as posters. In terms of substantive results, the poster analysis pointed to similar trends both visually and textually: marked personalization, reduced relevance of ideological appeals and an increase in styles and rhetorical models clearly borrowed from advertisements. Moreover, cross-national analysis revealed different usese of posters between new and old member states, particularly as regards appeals to the idea of Europe and the nation while, according to cross-party analysis, «marginal» parties (especially anti-European parties and those of the populist right) display aggressive and unconventional communication, based upon a specific political symbology.

Lorenzo Mosca ed Edoardo Novelli pp. 49-66

«Al centro della scena». Campagna elettorale e campagne stampa 
intorno agli «inciampi» pubblici e privati di Silvio Berlusconi

English

La campagna elettorale per le europee 2009 ha avuto scarsa visibilità sulle pagine dei quotidiani italiani. Ad oscurarne la presenza ha contribuito la concomitanza di eventi eccezionali come il terremoto in Abruzzo, l’accordo tra Fiat e Chrysler ma, soprattutto, si sono trovate al centro dell’attenzione mediatica le vicende personali e private del premier Berlusconi: il presunto scandalo delle cosiddette «veline» nelle liste del Pdl, il Noemigate, il divorzio presidenziale annunciato via stampa, le feste a Villa Certosa, i voli di Stato, il tutto aggravato dalla pubblicazione della sentenza Mills. Questo articolo analizza il coverage della issue Berlusconi sui 19 principali quotidiani d’informazione, d’opinione e house organ di partito per perseguire un duplice obiettivo: primo, studiare l’evoluzione della sequenza che ha visto l’uomo-Berlusconi al centro del dibattito elettorale come forse mai prima (peraltro senza che questo si affermasse come uno scandalo); secondo, quello più generale di trarre indicazioni sul grado di evoluzione della politica italiana verso il modello avanzato da Ginsberg e Shefter (2002) della politica condotta «attraverso altri mezzi».

«At centre stage». How the election and press campaign revolved around the public and private «mishaps» of Silvio Berlusconi

Italiano

Media visibility of the 2009 European Parliament election campaign was low
in Italy due to a series of exceptional events. While these included the Abruzzo earthquake,
the Fiat/Chrysler trade-agreement, the G20 London Summit on the global financial crisis,
by far the most significant «event» was the persistent controversy surrounding the prime minister Silvio Berlusconi. This ranged from the so-called «veline» scandal to «Noemigate»: the public announcement of the prime minister’s divorce proceedings, the «veline» supposed scandal, Noemigate and consequent divorce announced by Veronica Lario by press, parties with underage showgirls in Villa Certosa, private use of state flights and, last but not least, the guilty sentence in the David Mills trial in Milan. This article analyses media coverage of «the Berlusconi issue» in 19 main daily newspapers and has two principal aims: firstly to study the evolution of an issue which sat Berlusconi-the-man at the centre of an election campaign more than perhaps ever before; secondly, and more generally, to assess the degree to which Italian politics is moving towards Ginsberg and Shafter’s model of politics conducted «by other means» (2002).

Cristopher Cepernich pp. 67-80

Analisi

Use your vote. La campagna europea d’informazione per le elezioni
 2009

English

Il 17 marzo 2009 la DG Comm, il soggetto che coordina le politiche di comunicazione delle istituzioni europee, presenta uffi cialmente la propria strategia di comunicazione per le elezioni 2009 lanciando la campagna Use your vote. Per la prima volta nella storia dell’Unione viene diffuso un messaggio comune a 375 milioni di cittadini invitandoli ad andare a votare per l’Europa. Si tratta di un percorso iniziato un anno e mezzo in anticipo rispetto alla scadenza elettorale e voluto dalla Direzione generale per lanciare un messaggio forte in direzione dell’integrazione. Il progetto di comunicazione è stato un grande investimento di risorse: per realizzare la campagna sono stati spesi 18 milioni di euro, una cifra enorme, ma al tempo stesso contenuta, se rapportata al numero di destinatari (5 centesimi d’euro per ogni potenziale elettore, ricorda la conferenza stampa d’apertura). E si è trattato anche di un impegno consistente dal punto di vista dell’organizzazione dato che la campagna ha interessato in egual modo i 27 Stati dell’Unione e che tutti i materiali sono stati tradotti nelle 23 lingue comunitarie. Questo articolo cercherà di descrivere la strategia comunicativa dell’Unione europea e propone alcune considerazioni.

Use your vote. The European information campaign on 2009 EU Elections

Italiano

On 17 March 2009, DG Comm, the agency responsible for coordinating the communication policy of the European Union, presented its communication strategy for the European Parliament elections: the Use your vote campaign. For the first time, this saw a common message broadcasted to 375 million people inviting them to vote for Europe. This strategy began a year and a half ahead of the election date and was a strong action in support of European integration. It involved a large investment of resources: 18 million euro were spent on the campaign. While this might seem an enormous sum, it was of course modest when compared with the number of European citizens (in other words, it represented an expenditure of 5 cent for each potential voter). The campaign was also a significant commitment in organizational terms : It targeted all 27 member states equally and all materials were translated into 23 community languages. This article describes the EU’s communication strategy and offers some reflections.

Marinella Belluati pp. 81-88

Più locale che nazionale. La comunicazione elettorale dei partiti
per le europee del 2009 in Italia

English

Alla luce delle principali rifl essioni scientifi che sulle elezioni europee, il lavoro analizza i contenuti della comunicazione elettorale dei partiti, prendendo in considerazione i programmi elettorali, le affi ssioni e gli spot. L’obiettivo è duplice: da un lato si intende accertare la validità della second order election in termini di quantità di comunicazione, verifi cando la prevalenza della dimensione nazionale su quella europea, dall’altro si vuole comprendere in che termini la comunicazione locale dei candidati differisca da e interagisca con quella nazionale. Il risultato che emerge mostra che, mentre la comunicazione nazionale tende ad accordarsi ai canoni della second order election, al contrario la comunicazione locale dei candidati sembra mettere maggiormente in risalto la dimensione europea e le conseguenze concrete che essa comporta per i cittadini.

More local than national. Communication of parties for the 2009 European elections in Italy

Italiano

This article analyzes the contents of party communications – election manifestos, posters and political advertisements -, in the light of the main scholarly work on the European elections. It firstly assesses the validity of the «second-order election» thesis in terms of the quantity of communications by examining the prevalence of the national dimension over the European. Secondly, the article discusses the degree to which communicationsby local candidates are different and how these interact with national party communications. The findings show that national party communications tend to support the second-order election model, while communications by local candidates appear to place greater emphasis on the European dimension and its practical consequences for citizens.

Giuliano Bobba pp. 89-98

Le strategie editoriali dei principali quotidiani italiani nella campagna 
elettorale europea

English

Attraverso l’analisi della copertura che la stampa nazionale italiana ha riservato alla campagna elettorale per le ultime elezioni europee, il contributo intende cogliere indizi più specifi ci sul ruolo dei media nella costruzione di un discorso pubblico sull’Europa. Il tema è stato più volte dibattuto, ma, come dimostrano i dati dell’Osservatorio sulla comunicazione politica di Torino, molti problemi restano ancora aperti. Il giornalismo italiano, infatti, sembra mostrare i primi segni di un atteggiamento piuttosto favorevole ad un processo di europeizzazione delle opinioni pubbliche nazionali, ma secondo paradigmi e
strategie ancora diffi cili da standardizzare.

Coverage strategies of main Italian newspapers in the 2009 European election campaign

Italiano

Through the analysis of the coverage that the Italian national press has given to the electoral campaign for the last European elections, the contribution intends to gather more specific clues about the media’s role in the construction of a public discourse on Europe. The theme has been repeatedly debated, but, as shown by the data of the Political Communication Monitor of Turin, many problems still remain open. The Italian journalism, in fact, seems to show the first signs of a rather favorable attitude to a process of Europeanization of the national public opinions, but according to paradigms and strategies still difficult to standardize.

Francesco Cannone pp. 99-106

Le elezioni europee sul web: campaigning 2.0?

English

Questo articolo discute i risultati di una ricognizione dell’uso del web 2.0 nella campagna per le europee del 2009. La ricerca si è articolata in due fasi: l’analisi dei siti dei candidati alle europee e il monitoraggio dei discorsi sociali sulla campagna in Facebook. Nonostante il persistente divario digitale che caratterizza la presenza online dei candidati, si registra una quasi uniforme integrazione di strumenti web 2.0 nei siti dei politici. Si tratta, tuttavia, di un’appropriazione strategica e non completa che dà vita a un’ibridazione, dal punto di vista comunicativo, di elementi web 1.0 e web 2.0. Innovativa invece l’attività di campaigning nei social media, che permette una ri-localizzazione della campagna.

The European elections on the web: campaigning 2.0?

Italiano

The article discusses the findings of a study on the use of web 2.0 during the 2009 European Parliament election campaign. The research was divided into two main phases: (1) an analysis of candidates’ websites and use of web 2.0 tools; (2) monitoring of the campaign on Facebook. Although there is a continuing digital divide as regards the presence of candidates online, most politicians have integrated web 2.0 tools into their personal websites. There thus appears to be a strategic appropriation and adaptation of web 2.0, resulting in an hybrid communication model, in between 1.0 and 2.0. By contrast, the campaigning activity on social media seems innovative insofar as it allows for a re-localization of previously centralized and nationally coordinated campaigns.

Giovanna Mascheroni e Sara Minucci pp. 107-114

Eletti a far cosa? Immagini della rappresentanza europea 
sul Corriere della Sera

English

Questo articolo esamina come il principale quotidiano italiano, il Corriere della Sera, ha affrontato la questione della visibilità del Parlamento europeo, e dei suoi rappresentanti italiani, nei tre mesi precedenti le elezioni del 2009. A partire da un’analisi degli editoriali e degli approfondimenti del giornale verrà illustrata la retorica usata per parlare di elezioni europee. Questa analisi si è focalizzata su tre linee di osservazione: 1) le opinioni espresse circa il Parlamento europeo; 2) le rappresentazioni degli europarlamentari italiani; 3) i giudizi sulle posizioni dei due principali partiti politici soprattutto nella scelta dei candidati. Sulla base delle evidenze presentate, si intende dimostrare che il Corriere della Sera rivela, con sempre maggior frequenza, nei confronti della politica dell’Europa una tendenza a presentarla in una cornice che potremmo defi nire «antipolitica».

Elected to do what? European Parliament representation in the eyes of the Corriere della Sera

Italiano

This article examines how the main Italian newspaper, the Corriere della Sera, treated the question of the European Parliament (EP) and Italian EP members in the three months preceding the 2009 EP elections. Beginning with an analysis of comment pieces and editorials on these topics, this article discusses the main rhetorical frames used to treat the European elections. Three main categories are used for our analysis: (1) the views expressed on the usefulness and effectiveness of the EP; (2) the representations presented by the newspaper of Italian EP members; (3) the judgements on the election campaign choices of the two main political parties, particularly as regards candidate selection. On the basis of the evidence presented, the article notes that the Corriere della Sera often tended to present the EP elections in what we might term an «antipolitical» frame and offered a vision of representation at EU level which merits further investigation.

Loris Caruso pp. 115-124

Le elezioni europee 2009: l’Italia in Europa

English

Le recenti elezioni hanno fornito risultati che sottolineano le peculiari modalità di accostarsi al voto da parte dei cittadini: basso coinvolgimento, scarsa percezione di decisività e parallela volontà di esternare, nel proprio comportamento di voto, più un giudizio sul gradimento del governo nazionale in carica, che l’obiettivo di contribuire ad un’efficace rappresentatività del governo comunitario. Per questi motivi, anche nella consultazione del 2009 gli elettori hanno disertato in massa le urne (quasi il 60% di astensionismo di media, un record storico) oppure, se si sono recati a votare, hanno privilegiato partiti intermedi, le cosiddette terze forze, o quelli più decisamente euroscettici, sia della destra xenofoba che della sinistra radicale. Chi più di tutti ne esce ridimensionato, con una tendenziale riduzione di appeal anche per il futuro, è il raggruppamento socialista. Al posto del tradizionale bipolarismo tra popolari e socialisti pare se ne stia oggi affermando uno inedito, in cui ai socialisti si sostituiscono partiti contrari all’unità europea, che non fa ben sperare per il futuro della Ue.

2009 European election: Italy within Europe

Italiano

As many times occurred even in the recent past, the European elections of the last year (2009) gave us results which underline the peculiar attitudes and voting behaviours of citizens in the whole Europe: They are in fact generally not particularly interested in the building of an efficient government of the EU. Hence a low level of participation (almost 60% of abstentions) or, in case of participation, a frequent choice for the parties which are determined to boycott the European political union (the so-called «euro-sceptical»).
From the traditional bipolarism that involved popular (PPE) and socialist (PSE) parties, we are perhaps now going to a new one, between PPE and sceptical, which is not very useful nor positive for the future of EU.

Paolo Natale pp. 125-137

Strumenti

Recensioni

Paolo Pombeni. L’Europa di carta. Stampa e opinione pubblica in Europa nel 2008

Cristopher Cepernich pp. 137-138

Ib Bondebjerg e Peter Madsen. Media, democracy and European
culture

Federico Boni
 pp. 139-142

Panorama internazionale

Panorama della pubblicistica internazionale sulla comunicazione politica pp. 143-146

Sondopolitica

L’Europa nel giudizio degli italiani pp. 147-150
Videopolitica

Elezioni europee 2009: l’informazione politica prima del voto pp. 151-156

Audipol

La campagna elettorale per le europee 2009 nei programmi
d’informazione pp. 157-160
e-politics

Focus sulla sfera pubblica europea ed il processo di integrazione pp. 161-164

Cinepolitica

L’immagine dell’Europa. Identità, sconfinamenti, stereotipie
culturali (La sposa turca, Home, Ai confini del Paradiso) pp. 165-170